Il ritorno della Verità


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Questo dipinto di Jean-Léon Gérôme del 1896 intitolato “La verità esce dal pozzo“ è ispirato alla leggenda di origini egizie che racconta dell’incontro tra la Verità e la Menzogna. La Menzogna, vedendo la Verità bella e ben vestita, ebbe un attacco d’invidia e la invitò a fare un bagno con lei in un pozzo. Dopo aver trascorso un po’ di tempo insieme, si spogliarono e iniziarono a fare il bagno fino a quando improvvisamente la Menzogna uscì dall’acqua, indossò i vestiti della Verità e fuggì via. La Verità, incapace di vestire i panni della Menzogna, cominciò a camminare nuda ma il mondo da allora preferisce accettare la Menzogna camuffata da verità piuttosto che la nuda Verità.


Cosa ha a che fare questa leggenda con quello che sta accadendo?

Trovo che ne sia proprio l’essenza. La Menzogna sta mostrando le sue vere sembianze, stanno cadendo le maschere e la Verità, dimenticata e messa a tacere per molto tempo, ora è tornata e pretende di essere vista e ascoltata.


Non sto parlando solo dello scenario politico-economico ma di ognuno di noi.

Ciò che accade fuori è il fedele riflesso di ciò che abbiamo dentro, che ci piaccia o no.


Non a caso toccare il lavoro è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Certo è un diritto inalienabile- già questo basterebbe, ma rappresenta anche molto di più.


Il 75% della popolazione, secondo il sistema di Human design, ha la propria Verità radicata nella propria energia vitale creativa ed è qui per realizzarsi impiegandola in ciò che ama. L’attività in cui essa viene investita la prevalenza del tempo è il lavoro.

Dunque per la maggior parte dell’umanità il lavoro è l’espressione della propria Verità, o almeno così dovrebbe essere.

Il punto è..


Per te è così?

Ami il tuo lavoro?

Ti senti soddisfatta/o di ciò che fai?

C’è Verità nella tua Vita?


Alla luce dello stato attuale delle cose, la risposta effettiva (cosciente o meno che sia) a queste domande è no.

Finora la maggior parte dell’umanità ha compromesso la propria verità, ovvero la propria energia vitale (ci tengo a ricordarlo) in cambio di certezze che si stanno rivelando illusorie. I recenti fatti sono il ritratto fedele, lo specchio dell’assoggettamento individuale al pensiero logico-lineare a discapito dell’ascolto del proprio sentire (“come dentro, così fuori”).


La posta in gioco è alta.

Adesso che tutto è visibile, ognuno è chiamato a prendersi la propria responsabilità, a scegliere tra seguire la propria verità o continuare a nutrire la menzogna.

Il 15 ottobre era un giorno 3, che nel sistema Aura-soma è l’Equilibrium Atlantidea, civiltà auto-distrutta a causa del cattivo e disumano uso del potere per la manipolazione mentale. Intendiamo ripetere l’autodistruzione di Atlantide (che mito o storia che sia è impressa nell’inconscio collettivo) o vogliamo invertire le cose, indossare la corona e divenire regine/re di noi stessi e portare finalmente il Paradiso sulla Terra?

Le energie e i simboli parlano chiaro: l’opposta della 3 è la 88, l’imperatore di Giada, che è il sovrano del Paradiso.


Questa volta non ci sarà nessun salvatore esterno, istituzione, presidente, messia a risolvere le cose. Il cambiamento non scenderà dall’alto ma può essere frutto del coraggio individuale di scegliere e seguire la propria verità, ovunque essa porti.


Per questo la rivoluzione è prima di tutto interiore, altrimenti non può manifestarsi all’esterno: ognuno di noi è chiamato a contattare la propria verità e incarnarla. Può essere scomodo spogliarsi dei panni della menzogna e restare nudi davanti a sé stessi. Significa prendere coscienza del momento in cui la scintilla nei propri occhi si è spenta per aver tradito sé stessi, ricordare per chi sono stati sacrificati i propri sogni, accorgersi di aver scelto un lavoro o un partner per compiacere un genitore, di quando ci si è ammalati piuttosto che lasciare quel posto che stava tanto stretto, del rimorso ancora non digerito di aver barattato la propria felicità con un lavoro “sicuro” ma che ha spento il proprio cuore.


Riconoscere tutte le bugie che ci si è raccontati comporta il lasciar riemergere e sentire tutto il dolore cristallizzato nelle ferite diventate corazze che hanno schiacciato il proprio sentire. Richiede molto coraggio e soprattutto amore e compassione per sé stessi - questa probabilmente è la parte più difficile - per non rimanere vittime di quel dolore o giudici di sé stessi o dell’altro nel cercare un colpevole per gli “errori” commessi, ma assumersene finalmente la responsabilità. Vedere come sono stati inevitabili, per il condizionamento socio-culturale e frutto di un karma per cui ciò che viviamo ha ragioni universali che la mente non conosce. La vita segue le leggi della natura che è amorale, non c’è giudizio, a volte può apparire spietata, ma semplicemente è e in questa dimensione, almeno per ora, impariamo attraverso la dualità, sperimentando gli estremi di bene e male, per trovare al centro il nostro equilibrio.


Vedere tutto questo serve a lasciar andare pesi che non ci servono più nella consapevolezza che senza di essi non saremmo quelli che siamo oggi. Lasciar andare ringraziandolo il nostro passato per scoprire quali lezioni ci ha donato ogni esperienza. Perdonare noi stessi e gli attori che ci hanno "retto il gioco". Solo così possiamo recuperare la passione per la vita e ricominciare su fondamenta solide e valori reali, umani.

Senza paura perché i tempi che stiamo vivendo sono una grande opportunità per tornare a camminare liberi e leggeri. Morire a sé stessi, per risorgere più autentici dalle proprie ceneri.


È il momento di lasciar andare chi pensiamo di essere ed essere chi siamo, accettando, incarnando e manifestando il nostro proposito, qualunque esso sia.


È tempo che ognuno occupi il proprio posto nel mondo. Non è una questione solo personale, ma collettiva: solo esprimendo ognuno la propri verità è possibile guarire ed essere realmente al servizio dell’altro e del Tutto, così da collaborare a co-creare il “nuovo mondo”.

Per la minoranza che già si ascolta e agisce la propria verità, è il momento di non mollare e rimanere fedele alla propria luce interiore, continuando a nutrire un’incrollabile fiducia nella magia della vita.


Siamo sostenuti. Inoltre tutto ciò accade in autunno, quale momento migliore per lasciar andare ciò che non ci serve più?

Le soluzioni arriveranno più avanti se sapremo accogliere la limitazione, fidarci della vita e per un pò accettare di non sapere. Nasceranno dal caos perché, per quanto da piccoli ci abbiamo insegnato ad aver paura del buio, è da lì che tutto ha origine.


Nel frattempo una buona domanda da farsi è: come posso servire al meglio il mondo?


Alessandra Bruno

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